Perché è fondamentale e perché ti faccio questo pippozzo pseudo-scientifico (O, se vuoi la via semplificata, salta al manualetto pratico in grassetto!)

Pensiero iniziale, buttato lì: è davvero pazzesco il nostro corpo. E la pelle, l’organo più vasto che abbiamo, mi lascia ogni volta esterrefatta. Prendiamo questa cosa di cui vi voglio parlare oggi, il Microbiota. O, in senso più ampio, Microbioma cutaneo. Una cosa apparentemente brutta: trattasi di virus, acari, funghi e batteri. Immaginateli al microscopio, vagamente terrorizzanti. Quanto sono lontani dalle immagini patinate di modelle che si spalmano creme? Dal concetto stesso di bellezza? E invece no. È propio un ossimoro della sua apparenza: è il concetto genetico più vicino alla Bellezza e alla Salute della nostra pelle, e non solo. Oh, sia chiaro. Non voglio parlare da scienziata, non ne ho i crediti né le capacità. Mi limito come sempre a trasmettere in modo semplificato al massimo quel pochino che so e ho studiato e ho letto e sperimentato. Dunque, il microbiota. Ne avrete probabilmente sentito parlare, soprattutto riferito all’intestino. Si tratta di quella popolazione di microrganismi, chiamiamoli batteri buoni, che aiutano il buon funzionamento dell’organo colonizzato. A spanne, la digestione parlando di intestino. Questi microrganismi, funghi, acari, e batteri, buoni e cattivi, si bilanciano tra loro, e quando non lo sono danno luogo a fastidi, malattie. Hanno calcolato che siano addirittura più numerosi delle nostre cellule… Meno si è forse parlato del microbiota della pelle: ecosistema che interagisce con la barriera cutanea per assicurarne il buon funzionamento, proteggendola dagli attacchi esterni, virus e batteri – questi sì- dannosi. Ha anche molto a che fare con le malattie cutanee ormai diffusissime, come la psoriasi, la dermatite, ….E , ovviamente, l’acne. Per spiegare meglio: questi microrganismi si bilanciano tra loro, in un bel sistema di cooperazione che porta vantaggio a tutti, e riescono a contrastare gli attacchi di batteri patogeni esterni.
Ovviamente non appena esiste uno squilibrio nel nostro microbioma insorgono problemi, piccoli o gravi. E solo di recente la dermatologia e la medicina hanno iniziato a interessarsi e a studiare questo patrimonio genetico che ormai si considera un vero e proprio organo, per quantità e per importanza. E ad approfondire quanto abbia a che fare con le malattie e il sistema immunitario (uno studio di Pavia ha addirittura collegato il microbiota con l’autismo, lo metto nelle note per chi è interessato) Il microbioma, in senso più ampio, è il patrimonio genetico di questo insieme di microrganismi, e si forma già alla nascita (cambia molto il microbiota dei neonati di parto naturale e quelli allattati al seno rispetto ai cesarei o ospedalizzati, come provano vari studi che vi riporto nelle note), e nei primi anni di vita, di solito entro i primi 7. Ha molto a che fare con l’ambiente famigliare: ciò che mangiamo, in primis. Ma anche come dormiamo, il luogo in cui viviamo, le nostre abitudini.
Spesso i bambini pranzano fuori casa molto presto ormai, e cambiano alimentazione nelle mense degli asili, delle scuole. Cibo standardizzato, magari anche di buona qualità ma diverso da quello di casa. Questo comporta un’alterazione significativa, non sempre vantaggiosa per la salute del microbiota intestinale. Faccio un esempio un pò così. Non so se avete mai provato a crescere (è impegnativa come un figlio, giuro) la pasta madre. La si può far partire da zero, in casa propria, e poi cresce e fermenta con l’ambiente batterico di casa propria. E più passa il tempo, meglio diventa. Oppure te la possono passare: in quel caso, lei ci mette un pò ad adattarsi ad una nuova casa, perché appunto deve cambiare tutta la sua flora batterica. E quando riesce a farlo, fa lievitare dei pani meravigliosi. Esperienza davvero intensa, prometto di parlarne…. Ecco è un pò la stessa cosa del microbioma. Ora il dottor Marco Pignatti, (“Dermobiotica”, ottima lettura, lo consiglio) mi uccide… Recuperando.
Una delle funzioni principali di questa colonia di batteri è quella di fare da “spazzini”della pelle: grazie alle loro attività enzimatiche ottimizzano alcune reazioni biochimiche. Il Microbiota è uno dei tre cardini, assieme alla barriera lipidica e al mantello acido, per una pelle sana. Abbastanza scontato dire che i nemici numero 1 del microbiota sono gli antibiotici che, se è pur vero salvano la vita, spesso però vengono utilizzati in modo inappropriato. Compromettendo il microbioma, la nostra centralina naturale di soccorso e aiuto. (L’Italia purtroppo ha un bruttissimo primato: è il paese europeo in cui si utilizzano più antibiotici a largo spettro, soprattutto negli ospedali, vedi note) Anche se si segue con attenzione una buona routine giornaliera, a volte ci sono sono altri fattori esterni che portano a questi problemi cutanei, e su tutto l’inquinamento. Ma il il grado di Ph della pelle, la quantità di grassi e l’idratazione possono avere un impatto sul microbiota. Facile così comprendere quanto sia importante creare un ecosistema favorevole a mantenerlo in salute. E qui il problema: il microbioma, patrimonio genetico, è assolutamente personale. Ognuno ha il proprio, e ogni microbioma è diverso dall’altro. Come il nostro DNA, diciamo. Lo abbiamo formato attraverso la nostra storia di vita, le nostre abitudini. Sa di casa. Ma uscendo dalla poesia di questo meraviglioso e magico ecosistema batterico, ecco il problema: difficile una formula che possa andare bene per tutti, difficile dire come mantenerlo bilanciato e sano proprio per le variazioni di clima, di età, di genere. Il mio consiglio, sempre, è quello di ascoltarsi: solo noi sappiamo davvero cosa ci fa bene e no. Se mangiando certi alimenti abbiamo sfoghi cutanei (a me succede con il cioccolato al latte, casistica tipo 100 su 100), se quando eliminiamo latticini o alcol o caffè poi stiamo meglio, allora il nostro corpo ci sta mandando segnali chiari. (Va bene poi anche scegliere di farlo lo stesso, detto che io al vino non rinuncio!!…)
E la salute della pelle, scontatissimo ma vero, arriva prima di tutto da dentro. Eppure alcuni punti li possiamo fissare. Eccoli qui, dopo il pippozzo AnnaB…(potete anche leggere solo questo e saltare, dai, non mi offendo, più o meno).
DETERGI SENZA ESAGERARE
La miglior cosa che puoi fare per il tuo microbiota è non esagerare con la pulizia: evita i detergenti troppo aggressivi, non utilizzare antibatterici sintetici potenti, come parabeni o solfati, (e sui parabeni vi rimando a pro e contro della discussione scientifica in auge).
Il miglior modo per pulire il viso è assolutamente quello più delicato: con gli olii, che migliorano la barriera lipidica e trascinano via dolcemente le impurità che ostruiscono i pori. Il mio metodo preferito lo potete anche indovinare: La Clara detergente bifase con olii di avocado, mandorla e albicocca, vitamina E super antiossidante e idrolati di arancio e zenzero, e macerato glicerico di Papaya dalla bella azione enzimatica di scrub delicatissimo. Ma anche le ricettive di olii – in base alle diverse esigenze,- che ho descritto parlandovi proprio qui. (Lavarsi con gli olii)
BILANCIARE IL PH Ogni detergenza, anche la più delicata, sbilancia il Ph naturale della pelle, che è lievemente acido, attorno al 5/5.5, proprio per proteggere la pelle dagli attacchi batterici esterni. I detergenti sono alcalini per natura, quindi subito dopo bisogna correre ai ripari con una idratazione ad hoc. Io raccomando: Tonico Il Re di Fiori e la Crema della Felicità
ESFOLIARE PER RINNOVARE LA PELLE Le cellule morte che si depositano naturalmente sull’epidermide aggravano il lavoro del microbiota. Con un delicato esfoliante, o una bella maschera, una o due volte alla settimana, si accelera il rinnovamento della pelle e si migliora l’assorbimento dei prodotti attivi e funzionali. Puoi usare su tutto il viso il Prezioso, scrub labbra ma non solo…E una bella maschera, ogni settimana: NERA PURA o ROSSA RADIOSA. Scegli la tua preferita, o alternale!
PROMUOVERE NUOVI BATTERI BUONI CON I PREBIOTICI E PROBIOTICI Come per l’intestino, anche il microbioma della pelle necessita di essere nutrito con prebiotici e probiotici, che sostengono il suo lavoro di barriera contro gli attacchi esterni, e lo potenziano. (Li trovi nel Tonico Citylife per viso e capelli.) I probiotici producono componenti acidi e riducono il Ph della pelle, creando un ambiente sano e ideale per il proliferare del microbioma. Utilizza prebiotici di origine vegetale come l’Aloe Vera, per rafforzare i batteri, oppure il mix di polisaccaridi naturali tra cui lÍnulina (estratta dalle radici di cicoria)e lÁlfa Glucano (estratto dalla barbabietola da zucchero) che io utilizzo nel Tonico. Oppure probiotici come il Lactobacillus Ferment, per migliorare l’idratazione e ridurre irritazioni.
PROTEGGERSI DAI RAGGI SOLARI La protezione è un must, anche tutto l’anno. Non si può prescindere, e vi rimando ad una bella lettura istruttiva della Mautino sugli effetti del sole sulla pelle e molto altro. I prodotti AnnaB non hanno un fattore di protezione SPF specifico, ma gli ingredienti che utilizzo sono tutti molto focalizzati ad una protezione dai raggi UV. Partendo dallÓLivello Spinoso, olio trait d’union di tutta la prima linea: beta-carotenoidi a volontà, che preparano e aiutano la pelle a difendersi dai raggi solari, ma anche l’innovativa e spettacolare alga azzurro verde della Bretagna, che oltre a illuminare il viso filtra raggi UV. Poi l’olio di Babassu e Cocco, ma anche con attivi di protezione esterna come la Vitamina PP (Niacinamide). Detto questo, col sole non si scherza. Quindi ogni volta che ci si espone ai raggi del sole occorre mettersi una protezione di 50+ SPF, che questi olii e attivi non possono garantire. Mi raccomando!

Riferimenti:

*ECDC Surveillance Report. Point prevalence survey of health care associated infections and antimicrobial use in European acute care hospitals 2011-2012. www.ecdc.europa.eu.

*https://microbioma.it/wp-content/uploads/2019/06/Instant-book_Dermatite-atopica-e-microbioma_online.pdf

*Fecal Microflora in Healthy Infants Born by Different Methods of Delivery: Permanent Changes in Intestinal Flora After Cesarean Delivery Grölund, Minna-Maija

*†; Lehtonen, Olli-Pekka†; Eerola, Erkki‡; Kero, Pentti

*Journal of Pediatric Gastroenterology & Nutrition: January 1999 – Volume 28 – Issue 1 – pp 19-25 *https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12788986?dopt=Abstract

*https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15220665?dopt=Abstract *https://www.nature.com/articles/s41598-019-44547-y

* Beatrice Mautino, “Il trucco c è e si vede” ed. Chiarelettere

Author annab

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